chiara mazza

chiara mazza

Nata a Milano nel 1980, ho da sempre avuto la passione per esplorare il mondo e perdermi nei dettagli di tutto quello che mi circonda. Fin da bambina, sentivo il bisogno di incanalare la mia creatività in tutte le forme d'arte a me accessibili, dal disegno all'artigianato. Da adolescente ho capito di volermi perfezionare per intraprendere in modo serio la professione di fotografo. Da adulta, ho consapevolmente deciso di continuare a guardare e ritrarre il mondo con la trasparenza e la fiducia di quando ero bambina.

come è nata la mia passione per la fotografia

 

Sono passati molti anni dalla prima fotografia che ho scattato. Probabilmente il primissimo esperimento è stato con una di quelle buffe - quanto improbabili - macchine fotografiche in omaggio nei fustini del detersivo. Ricordo alla perfezione la strana forma dei rullini, ma quasi per niente i risultati ottenuti. I primi scatti apprezzabili sono arrivati qualche anno più tardi, alle medie, dopo aver sviluppato le prime foto al ritorno dal campeggio estivo.

minox 35gtMolto prima che si diffondesse la moda delle macchine fotografiche usa-e-getta e delle moderne compatte digitali, ricordo che mio padre utilizzava la minuscola Minox 35GT manuale, con il mitico sportellino frontale (che adoravo). Lui l'aveva presa per quando andava ad arrampicare, perché poteva tenerla comodamente in un taschino e utilizzarla anche con una sola mano quando era in parete. Quella è stata la mia prima macchina fotografica, compagna di mille gite e avventure, che ricorderò sempre con una tenerezza infinita.

La piccola Minox mi ha aperto le porte della fotografia. Finalmente avevo trovato lo strumento adatto per dar sfogo alla mia creatività, e per ritrarre il mondo così come lo vedevo io: sconfinato. Citando William Blake e - di riflesso - anche i Doors: " if the doors of perception were cleansed every thing would appear to man as it is, infinite".

nikon f801Qualche anno più tardi mio fratello acquistò la fidata Nikon F801, una reflex analogica, con un paio di obiettivi e qualche accessorio. Mi ci fiondai come un'ape sul miele: ogni occasione era buona per chiedergliela in prestito e scappare in esplorazione. Con il passare del tempo, andò a finire che la utilizzavo più io di lui, e dopo qualche anno - e più d'sorriso divertito stampato in faccia - mi disse che pensava di lasciarmela in pianta stabile. E' stata la macchina fotografica dei grandi viaggi: dal Giappone agli Stati Uniti, dall'Inghilterra alla Norvegia.

Per anni ero stata restìa a fare il salto nel vuoto abbandonando l'analogico. La cara vecchia pellicola - a colori o in bianco e nero, a grana grossa o a grana fine, negativa o positiva - ha l'insostituibile pregio di poter essere "assaporata" in mille sfumature diverse. Mi è sempre piaciuto paragonarla all'avere un bel camino: non si tratta solo di accendere il fuoco. E' una faccenda più complessa... va dal saper scegliere, tagliare e mettere ad asciugare la legna, al gusto di prepararla e disporla nel focolare per accenderla nel modo giusto, fino al sottile piacere di sentirne finalmente il calore, l'odore e ogni singolo crepitìo.

nikon d300Qualche anno fa ho avuto poi l'occasione di acquistare la mia prima macchina fotografica digitale. Ormai i tempi erano maturi: il digitale aveva raggiunto ottimi livelli qualitativi, e aveva il fantastico pregio di abbattere i costi e di far risparmiare il tempo che prima era necessario investire per digitalizzare i negativi e tenere in ordine l'archivio. In poche parole, significava fotografare - quasi - senza più limiti (nel bene e nel male). Ecco così che la mia Nikon D300 è entrata a far parte della "scuderia", insieme ad un set di faretti professionali da sala pose.

Mi piace continuare a pensare, in ogni caso, che più che l'attrezzatura conti sempre e comunque l'occhio del fotografo. Quella particolare attenzione nell'osservare con sempre rinnovata freschezza anche le cose più piccole e scontate, affinando la capacità di renderle in qualche modo speciali.

la mia filosofia di vita e di lavoro

 

Forse è stato il fatto di essere cresciuta in campagna, assecondando i ritmi della natura e dei raccolti. O forse è stato il fatto di aver vissuto all'estero ed essermi immersa per lungo tempo in culture diverse. Quello che è certo è che ho sempre creduto che per svolgere bene il proprio lavoro siano indispensabili due cose: un profondo amore per quello che si fa, e l'incessante desiderio di migliorarsi e perfezionarsi. Sono profondamente convinta che l'impegno, la cura e l'amore traspaiano in ogni piccola cosa che si fa. Per questo ogni scatto è importante e non va sprecato. Ogni istante è prezioso, e vale la pena di ritrarlo al meglio delle proprie capacità.

Quando vivevo negli Stati Uniti, mi sono imbattuta in un libro di citazioni che conteneva una frase che mi ha colpita profondamente. Da allora questa frase mi ha sempre accompagnata, diventando un po' la mia filosofia di vita e di lavoro. Quella frase, quotata da un pensiero di Marie Beyon Ray, diceva così:
" we have only this moment, sparkling like a star in our hand -- and melting like a snowflake".

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